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Foto gite AME

 

Foto Cerimonia consegna casa De Sanctis restaurata ai discendenti

 

Foto feste AME

 

Film

 

Diverse Foto

 

Biografia di Gerardo Di Pietro

 

COMUNICAZIONI DELLE ASSOCIAZIONI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TUTTO SU MORRA DE SANCTIS

 

19-01-18

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il castello di Morra De Sanctis  (cliccare su foto per ascoltare l'Inno Italiano)

Il castello di Binningen (cliccare su foto per ascoltare l'Inno svizzero)

     

 Queste pagine web si arricchiscono progressivamente di vari volumi e quindi di molte cognizioni letterarie. Tutti possono accedervi. Si richiede solo a chi usa documenti o concetti tratti da queste pagine, l'onestà intellettuale di citarne la fonte da cui sono state prese.RASSEGNA STAMPA (NUMEROSI ARTICOLI DI GIORNALI SUL DE SANCTIS)

 

IL GAZZETTINO

 

CON LA FINE DEL 2017 È TERMINATA LA RICORRENZA DEL BICENTENARIO DESANCTISIANO, MA NON L'INTERESSE CHE IL TRASCORSO ANNO HA RISVEGLIATO VERSO LA PERSONA DEL GRANDE CRITICO E PATRIOTA MORRESE, COME IO SPERO.

VOGLIO TERMINARE ANCHE IO QUESTO ANNO TRASCORSO PIENO DI EVENTI IN ONORE DEL DE SANCTIS, CON UNA FRASE DEI RICORDI DI MORRA, CHE SCRISSE IL PROF. ON. GERARDO BIANCO PER IL MIO LIBRO "MORRA NEL DOPOGUERRA, LA VERITÀ SULLA SOMMOSSA DEL 1943 TRA DOCUMENTI E RICORDI",  pag. 23, CHE POTETE LEGGERE NELLA BIBLIOTECA ELETTRONICA SU QUESTO SITO WEB.

ALLA FINE DEI SUOI RICORDI, IL PROF. BIANCO SCRIVE:

"A MORRA DEBBO MOLTISSIMO ED AI SUOI ABITANTI CHE MI HANNO INSEGNATO LA DIGNITÀ E LA FERMEZZA DEI CONVINCIMENTI E IL SENSO CRITICO DELLE COSE. LA CRITICA È QUASI LA NATURA DI QUESTA COMUNITÀ E DE SANCTIS NON POTEVA CHE NASCERE A MORRA".

Gerardo Di Pietro Augura a tutti "BUON ANNO 2018".

FOTO INAUGURAZIONE A MORRA DELLA PIAZZA E MONUMENTO PER GLI EMIGRATI

 

BUON NATALE E BUON ANNO NUOVO A TUTTI COLORO CHE LEGGONO QUESTE PAGINE DA GERARDO DI PIETRO

AUGURI DAL SINDACO DI MORRA DOTTOR PIETRO MARIANI

Auguro a voi, alle vostre famiglie e a tutta la comunità dei morresi emigrati tanta serenità e felicita. pietro

 

Post dal profilo Facebook di Rino Morra:

Auguri di un Santo Natale a tutta la Comunità di Morra de Sanctis, da condividere con quanti vivono in varie parti del mondo.

 

Finito il bicentenario “Desanctisiano” non vogliamo certo dimenticare il De Sanctis e quello che ha fatto per Morra. Mi meraviglio che non ci sia qualcuno che nel leggere questa parte del capitolo su Morra nel libro “Un viaggio elettorale” non si ribelli contro il grande critico che denigra il nostro paese. Unitevi morresi, contro questa denigrazione di Morra del De Sanctis!!!

O forse qualcuno scambia la verità per denigrazione?

DA "UN VIAGGIO ELETTORALE" DI

F: DE SANCTIS

[…]Co’ nuovi tempi è sorta in Morra una  gagliarda vita municipale, e in un decennio si è fatto più che in qualche secolo. Sicché, se stai all’apparenza, gli è un gentile paesetto, e dove è un bello stare, massime ora che, sedate le antiche passioni locali, tutt’i cittadini vi sono amici d’un animo e di un volere. Ma non posso dire che una vera vita civile vi si sia iniziata. Veggo ancora per quelle vie venirmi tra gambe, come cani vaganti, una turba di monelli, cenciosi e oziosi, e mi addoloro che non ci sia ancora un asilo d’infanzia[1]. Non veggo sanata la vecchia piaga dell’usura, e non veggo nessuna istituzione provvida che faciliti gl’istrumenti del lavoro e la coltura de’ campi. Veggo piu gelosia gli uni degli altri, che fraterno aiuto, e nessun centro di vita comune, nessun segno di associazione. Resiste ancora l’antica barriera di sdegni e di sospetti tra galantuomini e contadini, e poco si dà all’istruzione, e nulla alla educazione.


[1] Quei monelli cenciosi e oziosi si preparavano alla vita vera, non quella imparata negli asili.

 

Nessuno indizio di esercizii militari e ginnastici[2], nessuno di scuole domenicali, dove s’insegni a tutti le nozioni più necessarie di agricoltura, di storia e di viver civile. E non è maraviglia che le ore tolte agli utili esercizii sieno aggiunte alle orgie[3], e che intere famiglie sieno spiantate per i cannaroni, come diceva Clementina, una brava morrese, e intendeva la gola. Povera Clementina! E per i cannaroni la tua famiglia andava giù, e tu, nata signora, vesti ora il farsetto rosso di contadina, e in gonna succinta e in maniche corte, con la tua galante cannacca, con tant’oro intorno al collo e lungo il seno, sei pur vezzosa e lieta, e sembra tu sola non ti accorga della tua sventura.[…]

[2] Quei contadini di quel tempo di ginnastica ne facevano molta nel lavoro dei campi e quando tornavano a casa la sera stanchi non avevano nessuna voglia di fare ginnastica o esercizi militari.

[3] Quei poveretti, stanchi del lavoro dei campi, che il De Sanctis non aveva mai fatto, limitandosi a mangiare la migliazza in casa del suo amichetto Lombardi, avevano diritto anche a un po’ di svago, o no?.

IN CONFRONTO IO VI METTO LA MIA DENIGRAZIONE DI MORRA

AI FIGLI DEI MORRESI EMIGRATI

Voi non ascoltaste il frinire delle cicale
sugli alberi d'acacia, nei pomeriggi roventi,
distesi nella polvere della strada senza gente.

Voi non udiste, nelle notti stellate

gorgheggiar l'usignolo e cantare i grilli

sotto la luna d'argento d'agosto,
e non vedeste le donne, in crocchio sedute,
snocciolare i chicchi del granturco
e raccontare le storie passate.

E cadevano le messi di luglio dorate
sotto la falce dei mietitori,
che l'univano in manipoli,
l'arsura placando al cannello
della fiasca di vino morrese.

E dalle stoppie bruciate saliva l'allodola
trillando nel cielo azzurro del mattino,
e le bisce strisciavano sibilando
tra l'erba alta vicino al pantano.

E non sedeste intorno al ceppo nel focolare
a mirar le faville e ad ascoltare

i paurosi racconti di fantasmi
mentre fuori infuriava la bufera.

E non rincorreste, selvaggiamente liberi,
lucertole e farfalle

raccogliendo i fiori nei campi rossi di papaveri.

 

Non foste ricchi di sole e di vento,

d'aria e di luce e di vasti orizzonti,

degli agresti profumi di erbe e di fiori

che natura creava.

E non udiste il rombo del torrente,

minaccioso dopo la pioggia violenta,

separare la campagna dal paese,

senza possibilità di guado.

E non vedeste il contadino

Aggrappato alla coda dell'asino fedele,

seguirlo cantando alla sua masseria,

al termine della domenicale libagione.

E tra il fango delle strade

si viveva i momenti fuggenti
della vita, or divenuti ricordi,
e dall’alto del colle scrutavamo orgogliosi

l’orizzonte lontano,

che era la fine del nostro mondo.

Voi non vedeste i vostri genitori
Incamminarsi sulla via senza ritorno
E dimenticare la loro fanciullezza.

Voi non vedeste le cose

che rendevano bello il vostro paese:
come potete amarlo?

 

Giugno 1983

VI METTO UN'ALTRA MIA POESIA PER MOSTRARVI I MIEI SENTIMENTI VERSO IL MIO PAESE NATALE

LA MIA TERRA

O terra mia, dalla gente dura e forte

come le tue pietre,

dallo spirito solitario

come le tue disperse pasture,

travolgente

come 1'acqua dei tuoi torrenti,

nudo e scabro come le tue ripe scoscese,

spinoso come i ricci dei tuoi castagneti,

selvaggio e gentile

come i tuoi fiori di campo,

allegro e fresco

come l'acqua delle tue fontane,

scottante come il sole di luglio,

gelido come una notte d'inverno,

mesto e solenne

come i tuoi fiammeggianti tramonti,

sereno come una notte d'estate»

Amo il loro spirito fiero e rozzo

che natura ha abbozzato, indomito e laborioso,

che non soccombe all'avversa fortuna.

O terra mia! La nostra gente è parte di te,

come le tue spine

che fioriscono di bianco a primavera,

come le tue messi dorate,

come l'aspro sapore del tuo vino,

come il tuo sembiante ferito, già agonizzante,

ed ora fremente

al bacio della nuova vita.

Amo le tue ferite ancora aperte che odorano di ricordi.

Amo la nostra gente,

le loro ire e i loro rancori,

i loro litigi e le loro gelosie,

le loro gioie e le loro lacrime.

Li amo come amo la vita,

Li confondo con te...

e io mi confondo con loro.

 

GERARDO DI PIETRO

Giugno 1985

Quello che per il De Sanctis era motivo di biasimo per me era qualcosa di bello, perché ero libero. Qualsiasi privazione uno la sopporta più volentieri quando è libero.

Leggendo questa mia poesia, dovreste capire che significa amare il proprio paese così com’era allora, con i suoi campi e la sua vita campestre, con i bambini, cenciosi ma liberi di giocare nelle strade al sole, al vento, nella neve, in simbiosi con gli anziani, con la gente, grandi e piccoli. Così s’imparava la vera vita, quella con gioie semplici e con le privazioni, con le baruffe che ti facevano diventare più forte, che avevano tra i contendenti anche le loro regole non scritte, come non cacciare le dita negli occhi dell’avversario e non dargli calci nella pancia. Quella vita libera ti temprava a quella vera, non a quella insegnata e dettata dall’alto, che, a quando sembra, ha creato più giovani drogati che, non sapendo che fare, cercano nella droga un mondo che non c’è, spaesati nel mondo vero, che a scuola non hanno mai imparato, tutti protetti, con i più rispettosi riguardi. Guai se i genitori danno qualche schiaffo a un figlio che sbaglia, guai a un insegnante che si azzarda a toccare un allievo, si grida allo scandalo. Si allevano così dei giovani che si convincono di poter fare tutto quello che vogliono, tanto nessuno li può toccare. Già, ora ci sono i psicologi che poi, quando i ragazzi delinquono, danno la colpa ai genitori, magari al padre che russava o alla madre che li aveva sgridati quando erano piccoli, poveri virgulti delicati, trattati con i guanti bianchi, si trovano nella vita vera a contatto con situazioni che richiedono forza di carattere, e non essendo addestrati per questo, perdono la bussola e sprofondano nella droga o in altre cose cattive. Ho sentito alla TV che due ragazzi, un tredicenne e un diciassettenne hanno bruciato un senzatetto perché volevano fare uno scherzo. Capite? Un ragazzo di diciassette anni, che ai miei tempi lavorava in campagna, oppure in qualche bottega già da quando aveva terminato le elementari, non capisce che bruciare una persona non è uno scherzo, ma un omicidio. Ecco il risultato dell’educazione psicologica, ci scommetto che ora diranno che la colpa è del genitore 1, o del genitore 2, come si chiamano ora il padre e la madre, o alla ritorta che ha supplito al ventre della mamma, oppure alla pancia di qualche donna estranea messa in affitto a disposizione di chi la compra.

De Sanctis, come io, quando parlava del nostro paese non faceva altro che dire la verità, così come faccio io. Questa non è denigrazione, lo è solamente per chi ha contribuito a fare quegli errori che io descrivo ma non per chi capisce quello che io dico.

GERARDO DI PIETRO

NON SO SE CI AVETE MAI PENSATO: IL PRIMO EMIGRATO MORRESE IN SVIZZERA FU PROPRIO LUI NEL LONTANO 1856: "FRANCESCO DE SANCTIS"

DOVREBBE ESSERE RICORDATO SUL MONUMENTO AGLI EMIGRATI A MORRA

 

 

SE CLICCATE SULLA TESTA DI QUESTO UCCELLINO TROVERETE OGNI SETTIMANA DEI BRANI SCELTI TRATTI DAI LIBRI DI DIVERSI AUTORI

Questa settimana: Un aneddoto raccontato dalla moglie del De Sanctis Marietta Testa Arenaprimo: 

 

PARTENZA DA ROCCHETTA E ARRIVO STAZIONE MORRA TRENO STORICO CON PRESIDENTE REGIONE CAMPANIA

 

Nel Link che segue in lingua inglese si parla delle rappresentazioni teatrali a Morra dedicate al De Sanctis

https://thetheatretimes.com/francesco-de-sanctis-electoral-travel-stage/

 

(cliccare sul Gazzettino per vedere se ci sono nuove notizie)

 

Non dico questo. La storia non è del tutto inutile, perché un popolo che non conosce la propria storia è come un uomo che non abbia memoria della vita passata, legato al presente come un animale. (Francesco De Sanctis, Saggi critici, Schopenhauer e Leopardi, Dialogo tra A e D.)

 

Vi informo che è online il sito del bicentenario. www.bicentenariofrancescodesanctis.it Cordiali saluti. Pietro Mariani.

 

 

ALCUNE RICERCHE SU MORRA EFFETTUATE DALL'ARCHEOLOGO ARCHIDIO MARIANI

Cliccando sul rigo sopra si apre la Biblioteca elettronica, nell'ultima riga in basso, ultima casella ho messo un libretto con diverse ricerche su Morra effettuate dall'archeologo dott. Archidio Mariani. Per chi vuol saperne di più su quello che successe in Cefalonia cliccate su "Cefalonia": "Cefalonia

 

Comune di Morra De Sanctis Consolato in Basilea Consolato Zurigo Consolato Lugano Pro Loco Morra Sezione AME Zurigo

 Link Film Morra Pagina Link Notizie Biblioteca elettronica  Dialetto morrese  Monumenta Germanica Historica Manoscritto Divina Commedia 

Per cercare il manoscritto della Divina Commedia. cliccate sul tasto Manoscritto Divina Commedia. Quando si apre il sito della biblioteca, accanto dove è scritto "Buscar" nel piccolo spazio cliccate sulla piccola freccia blu e poi su Autore, nella spazio accanto scrivete Dante Alighieri, dopo cliccate su "BUSCAR"cliccate sul primo libro di colore bordó che appare .

 

 

 

 

 

Nella pagina dedicata al terremoto ho aggiunto link di foto e diverse mie poesie ispirate al tragico evento

PAGINA SPECIALE IN RICORDO DEL TERREMOTO DEL 1980 A MORRA DE SANCTIS (cliccate qui)

 

Numerose foto antiche purtroppo poco chiare

 

Libri nelle biblioteca del Palazzo Grassi di Morra De Sanctis

LINK DI LIBRI E GIORNALI

Dizionari

Dizionario illustrato dei simboli

Elenchi telefonici

I Promessi Sposi parlato

Libri parlati, video, musica

Tutti i giornali

La Bibbia parlata

Isabella Morra Rime

La Divina Commedia parlata

Giacomino Pugliese Giacomo de Morra

Lapidi ricordo di F. De Sanctis

 

 

 

   

LINK DI AVVENIMENTI E CERIMONIE IN U.S.A

Foto Greenwich

Processione di S. Rocco in Greenwich

Dinner gemellaggio Morra-Greenwich

Immagini di Morra

DIVERSI LINK DI FILM

Film Maria Gargani in castello Morra

Cerimonia Maria Gargani Morra

Posa travi Piscina Morra

Diversi Film

Film documentario su Morra

conc. al cast. i favolosi anni 60 e 70

Un Viaggio Elettorale De Sanctis, promo 2

 

 

 

   

FOTO

fotocopie fonto antiche

Foto antiche

Morra fotografato col teleobiettivo

Jolanda Di Pietro impres. di Morra

Foto Morra di A. Pelosi

Foto S. Lucia

Altre foto S. Lucia

Foto Festa Ass. Camp.De  Sanc. Zurigo

Foto autunno a Morra

FOTO RIAPERTURA DELLA FERROVIA AVELLINO-ROCCHETTA S.ANTONIO

 

LINK DI ASSOCIAZIONI E ISTITUZIONI VARIE

 

 

Archemail.it

Archeoclub "Alta Irpinia"

 

G. Di Pietro, Binningen Benkenstrasse 1963

(olio su compensato)

Di Pietro Gerardo, copia affresco di F. De Ponte sotto la volta della  Chiesa madre di Morra  distrutto dal terremoto del 1980 (olio su compensato 98 x 53 cm.)

 

Gerardo Di Pietro, Campagna di Morra,

la capanna d'Amatucciu (guazzo)

Binningen, Haupstrasse disegno dalla fermata del tram

Rebgasse,  anni'60, questa fermata del tram è stata eliminata        

 

 

Gerardo Di Pietro, Binningen, Casa accanto alla catalpa (acquerello

     

Di Pietro Gerardo,  Basilea il fiume Reno gelato a Dreiländereck

nel 1963  (acquerello)    

 

 

                                                                    

 

G. Di Pietro. Morra paesaggio campestre (acril su tela)

 

Morra, campo di papaveri (acquerello)

La bellezza della campagna morrese

 

G. Di Pietro, il Reno a Rheinfelden AG. (olio su tela)

Gerardo Di Pietro, la parete nord dell'Eiger nel Berner Oberland (acril su carta speciale)

 

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G. Di Pietro, montagne svizzere, olio su compensato

 

 

 

Morra De Sanctis, Foto inaugurazione del monumento ai morresi emigrati

Foto e copyright Francesco Grippo

 

LE CARTOLINE QUI IN ALTO L'HA FATTE STAMPARE IL PROF. FRANCESCO GRIPPO CHE HA IL COPYRIGHT

 

Morra De Sanctis: Mare di nebbia al mattino (foto montaggio Gerardo Di Pietro, foto singole Jolanda Di Pietro) 

 

 

 

   

     
     

Ultimo aggiornamento:  19-01-18

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