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Biografia di Di Pietro Gerardo

 

Di Pietro Gerardo è nato il 5/3/1934 in Morra Irpino (oggi Morra De Sanctis).

 

Nel 1958 emigrò in Svizzera, dove vive tuttora.

 

Iscrittosi nel 1960 al sindacato svizzero, si batté per la piena integrazione degli operai stranieri nelle fabbriche svizzere.

 

Membro del Comitato Centrale Allargato del Sindacato: Christliche Metallarbeiter Verband CMV, (Sindacato Cristiano Sociale Svizzero degli Operai Metallurgici, VCOM), nel 1967 fu il primo presidente in Svizzera di una commissione operaia composta di soli operai stranieri, in una ditta metallurgica di 360 operai, votata anche dagli operai svizzeri.

Membro del Comitato Nazionale degli operai stranieri in Svizzera del suddetto Sindacato, membro della Commissione Sindacale che stilò il documento programmatico alla fondazione del Comitato di tutte le Associazioni d’immigrati in Svizzera, membro del Comitato Nazionale Allargato del Sindacato svizzero degli operai metallurgici.

 

Nel 1981 fu ideatore e cofondatore dell'Associazione Morresi Emigrati.

 

Segretario Centrale per molti anni dell'Associazione, nell'aprile del 1983 ideò e fondò il mensile «La Gazzetta dei Morresi Emigrati», che raggiunge gli emigrati morresi in tutto il mondo e i morresi residenti. Ha redatto, diretto, stampato, e spedito la Gazzetta fino al mese di dicembre del 2013, per molti anni in edizione mensile negli ultimi anni trimestrale.

 

Poeta, ha pubblicato un libro di poesie intitolato «Coriandoli». Alcune sue poesie sono state inserite nel libro «Poeti Irpini nella letteratura nazionale e regionale», edito dall’Accademia Partenopea di Napoli nel 1993.

 

Ha pubblicato un libro di racconti dialettali intitolato «Attuórnu a lu Fuculìnu», pubblicato interamente sulla pagina WEB nella rubrica «Biblioteca elettronica».

 

Ha pubblicato un Vocabolario morrese―italiano con pronuncia fonetica e Appendice, che trovate anche sul sito WEB come sopra, al link corrispondente  nel sito http://www.morreseemigrato.ch Intitolato «TUTTA MORRA) dove sono pubblicati, oltre ai sui libri, anche tutti i libri di autori morresi o che trattano di Morra De Sanctis, `e altri libri di autori non morresi, ma che hanno avuto rapporti con Morra.

 

Commediografo ha scritto le seguenti commedie in dialetto morrese:

 

Angèleca; Carmeniéllu; Lu Viécchiu de Vrascèra; Chi vai pe fotte rumane futtutu. 

Per la scuola di Morra De Sanctis ha scritto «La vendetta di Gea» commediola sull’inquinamento dell'ambiente, musicata dall’insegnante di musica e rappresentata dagli studenti e altri lavori minori. Assistette i giovani morresi durante la fondazione del Centro Ricreativo Culturale Morrese del quale è Socio simpatizzante. I ragazzi di questo Centro hanno rappresentato più volte, con grande successo di pubblico, le sue commedie dialettali, anche in Svizzera a Binningen e a Lugano.

 

Ottobre 2009 ha dato alla stampa il libro «La verità sulla sommossa del 1943 a Morra De Sanctis tra documenti e ricordi».

 

Nel 2013 ha pubblicato i suoi articoli tratti dalla Gazzetta dei Morresi Emigrati in tre volumi «30 anni di cronache da Morra De Sanctis e dei Morresi Emigrati», .

 

Sullo stesso sito WEB ha pubblicato: Documenti originali sugli scavi per la Chiesa di Montecastello nel 1900 a Morra De Sanctis.

 

Basilea la mia Città, storia antica e ricordi di emigrato.

 

Le veglie dei morresi emigrati (racconto).

 

Nel 2013 ha pubblicato il libro "Sfogliando la Divina Commedia per chi non ha studiato" (Inferno)

 

Nel 2014 ha pubblicato il libro "Sfogliando la Divina Commedia per chi non ha studiato" (Purgatorio)

 

Ottobre 2014 ha pubblicato il libro: "Documenti Antichi di Morra Irpino".

 

Marzo 2015 ha pubblicato il libro: Articoli e discorsi funebri pubblicati sulla Gazzetta dei Morresi Emigrati dal 1983 al 2013

 

 

Su questo sito web: "Poesie in dialetto morrese" e "Quando avevo quindici anni, Poesie d'amore"

 

Maggio 2015 ha pubblicato: "Agonia e morte della ferrovia Rocchetta Sant'Antonio-Avellino, interventi sulla Gazzetta dei Morresi Emigrati"

 

Maggio 2015 ha pubblicato: Foglie Secche. silloge poetica a ritroso nel tempo dalla vecchiaia all'adolescenza

 

Ottobre 2015 sul suo sito web nella Biblioteca elettronica ha pubblicato il libro: Diario da militare e poesie

tare

 

Nel Gennaio 2016 ha pubblicato "Le Gite dei Morresi Emigrati"

 

Nel 2017 "Berichten der Ausflügen der Morresi Emigranten" (traduzione in tedesco delle "Gite dei Morresi Emigrati".).

 

Nel 2018 "Ausgewählte Gedichte" (Poesie scelte dal libro "Foglie Secche" tradotte in lingua tedesca).

 

Nella Biblioteca elettronica sono pubblicate anche Le Gazzette dei Morresi Emigrati da Aprile 1983 a Dicembre 2013. Per i due libri in tedesco cliccate sulla Home Page a sinistra sulla striscia marrone sul link Deutsche Bücher.

Ha digitalizzato tutti i libri pubblicati in questo sito web nella Biblioteca Elettronica, mettendoli così a disposizione di chiunque si interessi della letteratura morrese e di qualche paese vicino dal dopo  De Sanctis fino ad oggi.

Tutto il lavoro sia per la Gazzetta che per la digitalizazione dei libri l'ha fatto gratuitamente.

 

Tutti i suoi libri e le Gazzette dei Morresi Emigrati da aprile 1983 a dicembre 2013 sono inseriti su questo sito web nella rubrica "Biblioteca elettronica".

 

QUESTO LASCIO AL MIO PAESE D'ORIGINE MORRA DE SANCTIS, NEL QUALE NACQUI E VISSI 22 ANNI PRIMA DI ANDARMENE A LAVORARE ALL'ESTERO. QUESTO HO FATTO E MOLTO DI PIÙ, TUTTO GRATUITAMENTE.

SPERO CHE VI RICORDIATE DI ME .

 

GERARDO DI PIETRO

ECCOVI ALCUNI ATTESTATI PER IL MIO LAVORO:

 

GEMEINDE VON

MORRA DE SANCTIS

(Provinz von Avellino)
Goldmedaille für Zivilen Verdienst

BÜRGERMEISTERBÜRO

 

Lieber Gerardino

 

Nachdem ich die letzte Gazzetta gelesen habe, kann ich nicht umhin, all meine Dankbarkeit auszudrücken und ich glaube, mich entschuldigend, falls ich jemandem Unrecht tue, im Namen aller Morresi, für den verdienstvollen Dienst, den du für die Gemeinde von Morra De Sanctis erbracht hast.

Was mir in den letzten Jahren aufgefallen ist, ist nicht nur die Langlebigkeit der Gazzetta, der wir weiter ein langes Leben wünschen, sondern auch dein hartnäckiger Wille, die Fäden mit der Vergangenheit zu erneuern, durch die Wiederherstellung von Traditionen, die, wenn diese in die heutige Realität eingebracht würden, diese weniger bitter machen könnten.

Ebenso kann ich nicht schweigen über deine Fähigkeit, - mit einem konstruktiven Geist - die Episoden, die für das Leben in Morra charakteristisch sind, zu erzählen, alles begleitend mit Vorschlägen, die in vielen Fällen, wie du hervorgehoben hast, eine konkrete Antwort gefunden haben.

Ich bin sicher, dass du uns deinen Beitrag nie enthalten wirst, immer von einer unentgeltlichen Liebe zu unserem Dorf geführt.

Wir wünschen dir und deinen Lieben viel Gelassenheit und Glück.

 

Morra De Sanctis, 08 / 10 / 2013Casella di testo: Der Bürgermeister
Gerardo Capozza

 

 

 

image5COMUNE DI MORRA DE SANCTIS - AV - UFFICIO DEL SINDACO - P.zza F De Sanctis
Tel. 0827/43021-43456-43578 Fax 0827/43081

   

 

 

Morra De Sanctis 30. 6. 1984

 

Cari amici dell’AME

ho ricevuto, per la prima volta, la Gazzetta dei Morresi Emigrati e vi ringrazio molto. L’ho letta con interesse ed attenzione ed ha suscitato in me sentimenti di gioia e di gratitudine per l’ottima iniziativa, per l’impegno e soprattutto perché voi state dimostrando che si può amare il proprio paese pur standone lontano migliaia di chilometri e averlo sempre nel cuore. Noi che viviamo qui e che vi abbiamo sempre vissuto forse non riusciamo a comprendere pienamente l’amore, l’attaccamento al proprio paese di chi, come voi, è costretto a vivere lontano. Possiamo solo intuire la tristezza di chi, vivendo in paesi stranieri, è trattato, nel migliore dei casi, con distacco, fastidio e indifferenza; possiamo solo immaginare la nostalgia che immancabilmente investe gli emigrati quando una parola, un’immagine, le note di una canzone, una data li porta a ricordare i luoghi in cui hanno trascorso la loro giovinezza, a ripensare alle serate passate con gli amici in piazza, felici di stare insieme.

Ed è questo che manca più di ogni altra cosa agli emigrati: il vivere insieme alla famiglia, ai parenti, agli amici nel proprio paese.

E voi, anche se fisicamente e materialmente non è possibile, con la mente e col cuore siete qui, a Morra, insieme a noi: nelle partite al bar, nelle passeggiate in piazza, durante la \messa alla domenica, nelle campagne, nei giorni di festa. Sempre e dovunque l'anima dell’emigrato morrese è presente in mezzo a noi, accolta nel cuore da ogni giovane morrese.

Ed è da questa fusione che è nato uno spirito nuovo nei giovani di Morra. Abbiamo compreso che è bello stare insieme e fare qualcosa per il nostro paese e stiamo preparando un programma ricreativo culturale da svolgere nell’estate ’84 a Morra.

Appena completato ve lo invieremo con la speranza che questa iniziativa segni l’avvio a Morra di una nuova era, fondata sull'unione, sulla concordia e sull’amicizia. Vi abbraccio

 

Giampaolo De Luca

***

Da questa bellissima lettera dell'Avvocato Giampaolo De Luca, che allora era ancora studente, potete notare che ho operato sempre per unire la gente, ma nella giustizia. Non c'è unione che duri se non c'è la giustizia. C'è gente a Morra che non si è accorta che, da quando hanno qualcuno accanto, vengono indotti a mettersi contro l'uno contro l'altro. Ricordo il detto evangelico: L'albero buono lo riconoscete dai frutti Se sono buoni è buono, se sono cattivi è un albero cattivo.

 

 

 

 

Morra De Sanctis, 30. 6. 1984

 

Liebe Freunde der AME

 

Ich habe zum ersten Mal die Gazzetta dei Morresi Emigrati erhalten und danke Euch sehr. Ich habe sie mit Interesse und Aufmerksamkeit gelesen und sie weckte in mir Gefühle der Freude und Dankbarkeit für die ausgezeichnete Initiative, für das Engagement und vor allem, weil Ihr zeigt, dass Ihr Euer Dorf liebt und es immer in Eurem Herzen tragt, auch wenn es Tausende von Kilometern entfernt ist. Wir, die wir hier leben und schon immer hier gelebt haben, können die Liebe, die Verbundenheit zu unserem eigenen Dorf derer, die wie Ihr, gezwungen sind, weit weg zu leben, vielleicht nicht ganz verstehen. Wir können uns nur die Traurigkeit derer vorstellen, die im Ausland im besten Fall mit Distanz, Unbehagen und Gleichgültigkeit behandelt werden; wir können uns nur die Nostalgie vorstellen, die die Auswanderer trifft, wenn ein Wort, ein Bild, die Noten eines Liedes, oder ein Datum sie an die Orte erinnert, an denen sie ihre Jugend verbracht haben, die mit Freunden in glücklichem Zusammensein auf dem Platz verbrachten Abende.

Und das ist es, was den Auswanderern am meisten fehlt: das Zusammensein mit der Familie, den Verwandten und den Freunden im eigenen Land.

Und Ihr, auch wenn es körperlich und materiell nicht möglich ist, seid hier in Morra, zusammen mit uns: bei den Spielen in der Bar, bei den Spaziergängen auf dem Platz, während der Messe an Sonn und Feiertagen, auf dem Land, in den Ferien. Immer und überall ist die Seele des Emigranten aus Morra in unserer Mitte, im Herzen eines jeden jungen Morrese.

Und aus dieser Fusion entstand ein neuer Geist in den jungen Menschen von Morra. Wir haben verstanden, dass es schön ist, zusammen zu sein und etwas für unser Land zu tun, und wir bereiten ein Freizeit- und Kulturprogramm vor, das im Sommer1984 in Morra stattfindet.

Sobald sie abgeschlossen ist, werden wir sie Euch zukommen lassen, in der Hoffnung, dass diese Initiative den Beginn einer neuen Ära in Morra bedeutet, die auf Vereinigung, Harmonie und Freundschaft beruht. Ich umarme dich

 

Giampaolo De Luca

 

***

Aus diesem schönen Brief des Anwalts Giampaolo De Luca, der damals noch Student war, geht hervor, dass ich immer daran gearbeitet habe, Menschen zu vereinen, aber in Gerechtigkeit. Es gibt keine dauernde Einigkeit, wenn es keine Gerechtigkeit gibt. Es gibt Menschen in Morra, die nicht bemerkt haben, dass die, die sie neben sich haben, dazu gebracht werden, sich gegeneinander aufzulehnen. Ich erinnere mich an das Evangelium: Der gute Baum wird an den Früchten erkannt, wenn sie gut sind, ist es gut, wenn sie schlecht sind, ist es ein schlechter Baum.

 

 

Il Console Generale d'Italia Basilea

Prot. Nr. 24310 Pos..: Ris. 6

Basilea 19 Dic.1984

 

Egregio Signor Di Pietro,

La ringrazio per il cortese invio della pubblicazione edita dalla Sua Associazione, grato per la diffusione, tramite di essa, di interessanti notizie riguardanti la nostra emigrazione.

Colgo l’occasione per inviare a Lei ed a tutti i membri della Sua Associazione molti cordiali saluti ed auguri di buone feste.

Dr. Agostino Chiesa

 

Der Generalkonsul von Italien

Basel Prot. Nr. 24310 Pos. Ris. 6
Basel 19. Dezember 1984

 
Sehr geehrter Herr Di Pietro,
Ich danke Ihnen für die freundliche Zusendung der von IhremVerein herausgegebenen Publikation, dankbar für die Verbreitung interessanter Neuigkeiten über unsere Emigration.
Ich nutze diese Gelegenheit, um Ihnen und allen Mitgliedern IhresVereins viele herzliche Grüsse und gute Wünsche für die Feiertagezu übermitteln.
Dr. Agostino Chiesa

 

 

Morra 6. 3. 86

Caro Gerardo

mentre “il mondo peggiorando invecchia” al contrario “La Gazzetta dei Morresi Emigrati”, al pari del buon vino, va migliorando nel tempo, e di ciò abbiti ampli complimenti..., con un grande abbraccio di amore e di fede per tutta la cara famiglia morrese degli emigrati.

Scrivo a penna (sperando nella chiarezza) perché la macchina da scrivere mi turba la vista.

Ti invio un gruppo di “Spigolature morresi” con la convinzione che possano contribuire ad una crescita culturale. Se le trovi utili, pubblicale sulla “La Gazzetta dei Morresi Emigrati”, altrimenti le cestini.

Con i migliori auguri pasquali per te e per tutti

In N. o, con animo grato Don Raffaele Mas

 

Morra 6. 3. 86

Lieber Gerardo

während die Welt immer älter und schlimmer wird, wird im Gegenteil, "La Gazzetta dei Morresi Emigrati", wie ein guter Wein im Laufe der Zeit immer besser, und dafür muss man ein grosses Kompliment machen, mit einer grossen Umarmung der Liebe und des Glaubens für die ganze liebe Familie der Emigranten aus Morra.

Ich schreibe mit Feder (in der Hoffnung auf Klarheit), weil die Schreibmaschine meine Augen stört.

Ich schicke Dir eine "Anekdotensammlung" mit der Überzeugung, dass sie zum kulturellen Wachstum beitragen können. Wenn Du sie nützlich findest, veröffentlichst Du sie in "La Gazzetta dei Morresi Emigrati", sonst wirfst Du sie in den Papierkorb.

Mit den besten Osterwünschen an Dich und alle.

In N. O. , mit dankbarer Seele Don Raffaele Masi.

 

 

Bruxelles 7/3/88

Caro Di Pietro

Le mando i miei libri di poesia perché già da tempo seguo il suo interessamento per la letteratura, in generale, e per quanto riguarda Morra e: Morresi all'estero, in particolare.

La Sua opera è più che meritoria e Lei è uno dei pochissimi Morresi che fanno onore a se stessi e al proprio paese.

Pur vivendo da più di cinquant’anni lontano da Morra, ho mai dimenticato la mia terra e la mia gente, che meriterebbe meglio di quanto le passioni e la cecità di tanti le propinano. Da sempre. Ma è compito di ognuno di noi, con i mezzi a propria disposizione, non demeritare di un paese e di una patria, che non sono secondi a nessuno.

Legga le poesie con un certo discernimento. Esse non sono fatte per tutti e suppongono una precisa apertura di spirito, senza la quale, del resto, non c’è arte che tenga.

Nella speranza d’incontrarLa a Morra o altrove, se l’occasione si presenta, abbia i miei più cordiali saluti

Daniele Grassi

 

Brüssel 7/3/88
Lieber Di Pietro

 

Ich schicke Ihnen meine Gedichtbände, weil ich Ihr Interesse an der Literatur im allgemeinen und insbesondere an Morra den Morresi ins Ausland, seit einiger Zeit verfolge.

Ihre Arbeit ist mehr als verdienstvoll, und Sie sind einer der wenigen Morresi, die sich selbst und ihrem Land die Ehre erweisen.

Obwohl ich seit mehr als fünfzig Jahren weit weg von Morra gelebt habe, habe ich nie mein Land und mein Volk vergessen, die besseres verdienen als die Leidenschaften und die Blindheit vieler. Immer aber es liegt an jedem von uns, mit den uns zur Verfügung stehenden Mitteln, sich nicht von einem Land und einer Heimat zu trennen, die von niemand übertroffen ist.

Lesen Sie die Gedichte mit etwas Einsicht. Sie sind nicht für jedermann gemacht und setzen eine präzise Offenheit des Geistes voraus, ohne die es zudem keine Kunst gibt, die hält.

In der Hoffnung, Sie in Morra oder anderswo zu treffen, übermittle ich Ihnen einen herzlichen Gruss.
Daniele Grassi.

 

 

 

Gennaio 1986

GIANLUCA HA RAGIONE

 

Rassicuro subito l’amico Nicola Cicchetti. Leggo con molto interesse “La Gazzetta”, specialmente quello che scrivono gli emigrati, ma posso garantirti che moltissimi lo fanno anche a Morra. Ormai “La Gazzetta dei Morresi Emigrati” raggiunge quasi tutte le famiglie di Morra sparse in ogni dove, e questo è un grandissimo risultato, perché avvicina ed unisce intorno al proprio paese persone che diversamente non potrebbero dialogare fra di loro, come stiamo facendo noi. L’Associazione Morresi Emigrati e “La Gazzetta” sono diventate a buon diritto una Istituzione di Morra. Hai fatto bene a sottolinearlo nel tuo articolo. Alcune iniziative promosse, quale il tenere sempre vivo il ricordo del proprio paese e la giusta riscoperta del dialetto, ormai quasi dimenticato, non dovrebbe mai esaurirsi. Mi auguro solo che Gerardo Di Pietro, indiscusso motore organizzativo, stanco per i vani tentativi di cercare collaborazione ed aiuto non abbia un giorno a dire “Chi me lo fa fare?” Perché ciò non avvenga occorre veramente che tutti gli diano una mano. In molti si può fare di più, come egli stesso dice in continuazione sul giornale. Di fronte alla necessità che gli emigrati stiano uniti in una organizzazione, abbiano un loro bollettino, difendano e diffondano l’immagine del paese, anche criticamente quando occorre, l’interesse politico deve mettersi da parte. Prima il Paese poi il Partito. I sindaci e le Amministrazioni possono cambiare, ma l’AME e la Gazzetta dovranno continuare sempre a svolgere la loro insostituibile funzione, con l’augurio che un giorno possa cambiare la sigla, da AME in AMR (Associazione Morresi Ritornati). Purtroppo è solo un augurio.

 

Gerardo Di Santo Sindaco di Morra De Sanctis

 

Januar 1986

GIANLUCA HAT RECHT


Ich versichere sofort meinem Freund Nicola Cicchetti, dass ich "La Gazzetta" mit grossem Interesse lese, besonders das was die Emigranten schreiben, aber ich kann Ihnen versichern, dass viele dies auch in Morra tun. Jetzt erreicht "La Gazzetta dei Morresi Emigrati" fast alle Familien aus Morra, die über die ganze Welt zerstreut sind, und das ist ein grossartiges Ergebnis, weil es Menschen zusammenbringt und vereint, die sonst nicht miteinander reden könnten, wie wir es tun. Der Verein Morresi Emigrati und "La Gazzetta" sind aus gutem Grund eine Institution in Morra geworden. Du hattest recht, dies in Deinem Artikel zu unterstreichen. Einige der geförderten Initiativen, wie die Erhaltung der Erinnerung an Ihr Land und die rechtmässige Wiederentdeckung des heute fast vergessenen Dialekts, sollten niemals enden. Ich hoffe nur, dass Gerardo Di Pietro, unbestrittener Organisationsmotor, aus Müdigkeit wegen der vergeblichen Versuche, Zusammenarbeit und Hilfe zu suchen, nicht eines Tages sagen wird: "Warum muss ich das machen?“ Damit das nicht passiert, ist es wirklich notwendig, dass ihm alle helfen. Viele können mehr, wie er selbst immer wieder in der Zeitung sagt. Angesichts der Notwendigkeit, Emigranten in einer Organisation zu vereinen, eine eigene Zeitung zu haben, das Image des Landes zu verteidigen und zu verbreiten, auch kritisch, wenn nötig, muss das politische Interesse zurückgestellt werden. Erst das Dorf, dann die Partei. Bürgermeister und Verwaltungen können sich ändern, aber die AME und die Gazzetta werden immer ihre unersetzliche Funktion erfüllen müssen, in der Hoffnung, dass sich eines Tages die Initialen von AME zu AMR (Associazione Morresi Ritornati) ändern. Leider ist das nur ein Wunsch.


Gerardo Di Santo Bürgermeister von Morra De Sanctis

 

 

Caro Gerardino,

rinnovo la tessera con l’ormai abituale sistema... diretto (grazie per la comprensione).

La “Gazzetta” mi mette sempre in crisi con le sue pagine tra un passato che mi fugge all’indietro, inafferrabile ogni anno più nei nomi e nei volti, e un presente che mi corre innanzi, con distacchi che non riesci più a misurare, ricordano il deserto.

L'ultima, con quella tua pagina galeotta sulla giornata a “Canciéddru”, mi ha messo in crisi di più. Erano secoli che non sentivo più la parola "annaselava”, e tutte le altre che hai riportato alle mie orecchie diventate “giustiziere”. Per fortuna che ci ha messo dentro il gatto di “Posteuma”. Ho riso tanto e mi son liberato il cuore gonfio.

Ti preparerò qualche pagina per il prossimo numero.

Ciao e tanti auguri a tutti per la festa. Sarei venuto questa volta, ma proprio il 19 c’è un’assemblea qui a Locamo: riguarda la scuola e devo andarci (mattina e pomeriggio).

Gigino

(Gigino è il Prof. Luigi Del Priore, allora Direttore del Liceo Cantonale di Locarno)

 

Lieber Gerardino,

Ich erneuere meinen Vereinsausweis mit dem üblichen System: direkt (Danke für Ihr Verständnis).
Die "Gazzetta" bringt mich immer wieder in eine Krise mit ihren Seiten, zwischen einer Vergangenheit, die mir entgeht, die sich jedes Jahr mehr und mehr in Namen und Gesichtern entzieht, und einer Gegenwart, die mir vorausläuft, mit Distanzen, die man nicht mehr messen kann, erinnert an eine Wüste.

Die letzte, mit Deiner schelmischen Seite über den Tag des "Canciéddru", hat mich noch mehr in die Krise gestürzt. Seit Jahrhunderten hatte ich das Wort "annaselava" nicht mehr gehört und alle anderen, die du mir ins Ohr gebracht hast, wurden "zum Henker". Zum Glück hast du die Katze von "Posteuma" hineingesteckt. Ich lachte viel und befreite mein geschwollenes Herz. Ich werde ein paar Seiten für die nächste Ausgabe vorbereiten.

Auf Wiedersehen und beste Grüsse an alle für das Fest. Ich wäre diesmal gekommen, aber gerade am 19. gibt es hier in Locarno eine Versammlung: Es geht um die Schule und ich muss dorthin (morgens und nachmittags).

 

Gigino


(Gigino ist Prof. Luigi Del Priore, geboren in Morra, war damals Direktor des Kantonalen Gymnasiums von Locarno)

 

 

 

Camera dei Deputati Il Vice Presidente

 

Roma lì 15.4.89

 

A Morra ho trascorso l'infanzia, con mia nonna Donna Emilia De Paula, da due anni fino alla quarta elementare; la piazzetta, San Rocco, il Castello,, la Chiesa Madre, Dietro Corte erano i luoghi dei giochi, del “nascondino”, della “barriera”, del “flic e floc”, etc.

Furono gli anni di grandi e sconvolgenti eventi per l'Italia. È a Morra dove il 10 giugno 1940 ascoltai, vestito malamente da “figlio della lupa” con calzoncini sporchi e sempre fazzoletto al collo, la dichiarazione di guerra di Mussolini alla Francia e all’Inghilterra. Eravamo tutti allineati sotto il Municipio con i compagni più grandi e più piccoli, c’erano i maestri. Capimmo che il momento era grave e c’era silenzio. Da una radio sul balcone giungevano le esaltate parole del Duce! C’era esaltazione e paura. Gli anziani ricordavano la Grande Guerra e i morti di allora e frenavano gli entusiasmi dei giovani. Quando arrivarono le prime cartoline di precetto spiavo i pianti delle mamme. A Morra vidi scendere dal cielo i paracadutisti americani, spettacolo grandioso e straordinario. E ancora dalla piazzola dell’Annunziata vidi i bombardamenti sulle taverne di Guardia, il mio paese di nascita, e poi dall’acciottolato di casa Ernesto Molinari la sfilata notturna dei tedeschi in fuga sotto i razzi illuminanti lungo le rive dell’Ofanto. A Morra rimasi bloccato durante la breve occupazione tedesca e al momento della liberazione, ed ero là, quando i soldati americani salirono sul paese con alla testa un grasso sergente negro in jeep. Il mio primo comizio a 17 anni lo pronunciai per la D.C. nel lontano 1948. C’era animazione e scontro nella via delle passeggiate tra il tabacchino e il Municipio. Aveva parlato don Michele Gallucci, prete comunista, uomo

vivace ed intelligente, mio insegnante, mi opposi. Parlò anche e bene l’Arciprete Del Guercio, persona colta e pia. Al paese del De Sanctis toma sempre la mia memoria ora che l’età è avanzata e i ricordi si fanno più intensi.

A Morra debbo moltissimo ed ai suoi abitanti che mi hanno insegnato la dignità e la fermezza dei convincimenti e il senso critico delle cose. La critica è quasi la natura di questa comunità e De Sanctis non poteva nascere che a Morra.

Un saluto carissimo a tutti Voi che vivete in un ospitale Paese dove il Vostro grande concittadino insegnò, portando i suoi canarini, che gli svizzeri stupiti andavano a guardare

.

Gerardo Bianco 

 

Der Stellvertretende Präsident

des Italienisches Abgeordnetenhauses

 

Rom 15. 4. 89

 

In Morra verbrachte ich meine Kindheit bei meiner Grossmutter Hochgeboren Emilia De Paula, von zwei Jahren bis zur vierten Klasse; der Platz, San Rocco, das Schloss, die Mutterkirche, Dietro Corte waren die Orte der Spiele, das "Versteckspiel", die "Barriere", das "flic floc", etc. Dies waren die Jahre der grossen und schockierenden Ereignisse für Italien. In Morra hörte ich am 10. Juni 1940, schlecht gekleidet als "Wolfes Sohn " mit schmutzigen Hosen und immer einem Tuch um den Hals, auf Mussolinis Kriegserklärung gegen Frankreich und England. Wir waren alle unter dem Rathaus mit den älteren und kleineren Schülern aufgereiht, da waren die Lehrer. Wir haben verstanden, dass der Moment ernst war und es herrschte Stille. Aus einem Radio auf dem Balkon kamen die erhabenen Worte des Duce! Es gab Begeisterung und Angst. Die älteren Menschen erinnerten sich an den Grossen Krieg und die Toten der Zeit und hielten die Begeisterung der Jugendlichen zurück. Als die ersten Postkarten des Gebots ankamen, überraschte ich die Schreie der Mütter. In Morra sah ich amerikanische Fallschirmjäger vom Himmelherabsteigen, ein grandioses und aussergewöhnliches Schauspiel. Und wieder vom Platz der Annunziata aus sah ich die Bombardierung der Tavernen von Guardia, meinem Geburtsort, und dann von den Pflastersteinen des Hauses Ernesto Molinari die nächtliche Parade der Deutschen, die unter den Leuchtraketen-entlang der Ufer von Ofanto flohen. In Morra sass ich während der kurzen deutschen Besetzung und zur Zeit der Befreiung fest, und ich war dabei, als amerikanische Soldaten mit einem fetten schwarzen Sergeant in einem Jeep in das Dorf stiegen. Meine erste Volksrede im Alter von 17 Jahren habe ich bereits 1948 für die D. C. gemacht. Auf der Strasse der Spaziergänge zwischen dem Tabakhändler und dem Rathaus gab es Animation und Zusammenstösse. Don Michele Gallucci, kommunistischer Priester, hatte gesprochen. Ein Lebhaft und intelligent Mann, mein Lehrer, ich war dagegen. Auch den Erzpriester Del Guercio, ein kultivierter und frommer Mensch, sprach gut. Im De Sanctis Dorf kehrt mein Gedächtnis immer wieder zurück, geschwächt, da mein Alter fortgeschritten ist und meine Erinnerungen immer intensiver werden. Ich verdanke viel Morra und seinen Bewohnern, die mir die Würde und Festigkeit ihrer Überzeugungen und den kritischen Sinn der Dinge beigebracht haben. Kritik liegt fast in der Natur dieser Gemeinschaft und De Sanctis konnte nur in Morra geboren werden. Ein herzlicher Gruss an alle, die in einem gastfreundlichen Land leben, in dem Ihr grosser Mitbürger mit seinen Kanarienvögeln gelehrt hat, dass die staunenden Schweizer die sich den Vogel ansehen wollten.

 

 

Gerardo Bianco

 

 

Roma, 03/ 12/ 90

Caro Gerardino,

ti ringrazio di cuore per le molte affettuose attenzioni che mi riserva la tua "Gazzetta". Sono certo che le parole di stima che ora mi dedicate si fondano su solide basi, fatte di antichi e autentici legami, e che perciò sono assolutamente veritiere.

Ciò mi conforta non poco nel far quotidianamente fronte ai miei numerosi impegni.

Voglio anche inviare, attraverso di te, un pensiero cordiale e caloroso all'associazione "Morresi Emigrati". Essa svolge un'azione di indubbia utilità ed efficacia; e nel mentre contribuisce a tenere viva la memoria delle proprie radici, contribuisce pure a un migliore inserimento dei nostri connazionali nel paese ospitante.

Con molto affetto.

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Der Minister für Bildung

Rom, 03/12/12/12/90

Lieber Gerardino

Ich danke Dir sehr herzlich für die vielen liebevollen Aufmerksamkeiten, die mir Deine "Gazzetta" schenkt. Ich bin sicher, dass die Worte der Wertschätzung, die mir jetzt gewidmet sind, auf einem soliden Fundament beruhen, das aus alten und authentischen Bindungen besteht, und daher absolut wahr sind.

Das tröstet mich sehr, meine vielen Verpflichtungen täglich zu erfüllen.

Ich möchte durch Dich auch einen herzlichen Gedanken an den Verein "Morresi Emigrati" senden. Er ist zweifellos nützlich und wirksam und trägt dazu bei, die Erinnerung an ihre Wurzeln wach zu halten, trägt aber auch zu einer besseren Integration unserer Landsleute im Gastland bei.Mit grosser Zuneigung.

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Gerardo DI PIETRO Associazione Morresi Emigrati Bottmingerstrasse 40/A 4102 BINNINGEN (Svizzera)

 

ASSOCIAZIONE SUZZERA PER I RAPPORTI CULTURALI ED ECONOMICI CON L'ITALIA

 

Riehen, 1 gennaio 1990

Caro Signor Di Pietro,

mi permetta di cordialmente ringraziarla per l’invio della Gazzetta dei Morresi Emigrati, sempre così densa di significativi contenuti. Giungano a Lei, ai suoi cari e ai Morresi Emigrati i miei migliori auguri più vivi per un anno nuovo prospero e felice.

 

Suo Rodolfo Brändli Presidente dell’ASRI

 


 

 

Gerardo DI PIETRO Associazione Morresi Emigrati Bottmingerstrasse 40/A 4102 BINNINGEN (Svizzera)

 

ASRI SCHWEIZER VEREIN FÜR KULTURELLE UND WIRTSCHAFTLICHE BEZIEHUNGEN MIT ITALIEN

 

Riehen, 1. Januar 1990


Sehr geehrter Herr Di Pietro,
Gestatten Sie mir, Ihnen herzlich für die Zusendung der Gazzetta dei Morresi Emigrati zu danken, die immer so voll von bedeutendem Inhalt ist. Ich wünsche Ihnen, Ihren Lieben und den Morresi Emigrati ein erfolgreiches und glückliches neues Jahr.


Ihr Rodolfo Brändli, Präsident der ASRI
 

 

 

 

Tervuren 28/11/90

Caro Gerardo,

 

ti scrivo dopo tanto tempo per dirti che non dimentico quanto fai per i Morresi emigrati e no e che, nonostante il silenzio, leggo sempre con interesse la Gazzetta. Mi congratulo in modo particolare per il Vocabolario

morrese, di cui apprezzo - e vorrei più numerosi - i termini più specificamente morresi con accenni a personaggi, usi e costumi locali: leggendoli, mi ritornano tanti spezzoni d’infanzia, a volte dimenticati o sonnecchianti o trasformati e fusi in altre esperienze. .Anch’io lavoro parecchio, anche se in altri settori e con altri mezzi, che potranno anche sembrare e in parte certamente sono - estranei alle origini comuni: il vento della vita ci ha sparsi in tutte le direzioni e la diversa fioritura non deve meravigliare se rispetta l’essenziale del seme datoci dalla terra irpina.

Fedele a questo spirito ho vinto ogni esitazione e ti mando il dattiloscritto del prossimo libro di poesie, che pubblicherò non so ancora dove. Sto, infatti, cercando una piccola tipografia che me li stampi a condizioni non troppo onerose.

Il tono e l’argomento non sono, come al solito, per il comune dei mortali; senza voler essere elitario, penso che la poesia la si debba meritare e meditare, esserci, cioè, preparati, il che suppone apertura mentale e gusto del nuovo, perfino del difficile e scabroso.

Ti auguro ogni bene per le prossime feste natalizie e di fine d'anno. Chi sa se un giorno non c’incontriamo per parlare di quel che ci sta a cuore! Cordialmente

Daniele Grassi

 

(per i forestieri che non conoscono Daniele, aggiungo che è Professore ed ha insegnato per 10 anni all'Università di Monaco di Baviera. E stato poi funzionario della Comunità Europea a Bruxelles, dove vive ora. E autore di diversi volumi di poesie)

 

Tervuren 28/11/90

Lieber Gerardo,

 

Ich schreibe Dir nach so langer Zeit, um Dir zu sagen, dass ich nicht vergesse, wieviel Du für die Emigranten aus Morra tust, und dass ich, trotz der Stille, die Gazzetta immer mit Interesse lese. Ich gratuliere besonders dem „Dizionario morrese“, in dem ich die spezifischen morresischen Begriffe mit Hinweisen auf lokale Charaktere, Bräuche und Traditionen schätze - und gerne noch zahlreicher hätte: Ich lese sie und sie bringen viele Stücke meiner Kindheit zurück, die manchmal vergessen oder verschlafen sind oder in andere Erfahrungen eingeflossen sind. Ich arbeite auch viel, wenn auch in anderen Bereichen und mit anderen Mitteln, die für die gemeinsamen Ursprünge sicherlich nicht relevant sind: Der Wind des Lebens hat uns in alle Richtungen verstreut, und die unterschiedliche Blüte sollte nicht überraschen, wenn sie das Wesen der Saat respektiert, die uns vom Land Irpinia gegeben wird.

Getreu diesem Geist habe ich alles Zögern überwunden und sende Dir den Entwurf des nächsten Gedichtbandes, den ich noch nicht veröffentlichen werde. Ich suche eine kleine Druckerei, die sie mir zu nicht allzu teuren Bedingungen druckt.

Der Ton und das Thema sind nicht, wie üblich, für die Allgemeinheit der Sterblichen; ohne elitär sein zu wollen, denke ich, dass Poesie verdient und meditiert werden sollte, das heisst, vorbereitet, was Offenheit und einen Geschmack für das Neue voraussetzt, selbst für das Schwierige und Grobe.

Ich wünsche Dir alles Gute für die kommenden Weihnachts- und Neujahrsfeiertage. Wer weiss, ob wir uns eines Tages nicht treffen, um über das zu reden, was uns wichtig ist! Herzlichst.
Daniele Grassi

 

(Für die Fremden, die Daniele nicht kennen, möchte ich hinzufügen, dass er Professor ist und 10 Jahre lang an der Universität München gelehrt hat. Er war zum Schluss Beamter der Europäischen Gemeinschaft in Brüssel, wo gestorben ist.

 Er ist Autor mehrerer Gedichtbände)

 

 

Gentile Signor Di Pietro,

 

grazie vivissime per la “GAZZETTA dei Morresi Emigrati” inviatami. Io sono di Teora (AV); però da oltre 25 anni svolgo il mio ministero sacerdotale nella parrocchia di Andretta...

...Grazie anche a lei, Sig. Di Pietro ed all’Associazione Morresi Emigrati, che avete perfino fondato un giornale per tenervi uniti e mai lasciar cadere la propria storia e le proprie tradizioni con il vincolo della fratellanza umana e cristiana. Con affetto

Santa Pasqua 1991,

 

 Sac. Pasquale Rosamilia

Andretta, 20 febbraio

 

 

Sehr geehrter Herr Di Pietro,

 

vielen Dank für die mir zugesandte "GAZZZETTA dei Morresi Emigrati". Ich komme aus Teora (AV); aber seit über 25 Jahren führe ich meinen priesterlichen Dienst in der Gemeinde Andretta aus.

Vielen Dank auch Ihnen, Herr Di Pietro, und dem Verein Morresi Emigrati, die Ihr sogar eine Zeitung gegründet habt, vereint zu bleiben und Eure Geschichte und Traditionen mit dem Band der menschlichen und christlichen Brüderlichkeit zu verknüpfen. Mit Zuneigung

1991, Heilige Ostern 

 

Prister Pasquale Rosamilia
Andretta, 20. Februar

 

 

Caro Signor Di Pietro

La ringrazio per il regolare invio de “La Gazzetta dei Morresi Emigrati”, che mi giunge sempre molto gradita. Al saluto ed all’augurio formulati alla Sua Associazione e a Lei attraverso “L’Eco di Andretta” n. 3-4 del 1991, desidero ora farLe pervenire anche i miei auguri e saluti personali per il decennale dell’AME e per il contenuto e le finalità del periodico. L’Associazione ed il giornale sono efficaci strumenti di socializzazione e di aggregazione tra i cittadini di una stessa terra, che si sentono così più vicini e più uniti in un vincolo che supera qualunque barriera geografica e politica, assolvendo una valida funzione di mediazione e di crescita civile, culturale e democratica.

Complimenti, quindi, per la vivacità e la ricchezza di contenuto del giornale, che spazia dall'attualità (statuto comunale, corrispondenza dall’Italia, ricostruzione, normativa CEE, ecc.) alla poesia, al dialetto ed alla storia. Su quest’ultimo argomento, interessante, e non solo per Morra, ho trovato, sul numero di novembre 1991, il pezzo di Celestino Grassi sulla stazione di Morra-Teora (che mi ha ricordato i tempi nostalgici del tragitto Avellino-And retta sulla nostra romantica ferrovia).

La trattazione di argomenti storici, che talvolta travalicano l’angusto spazio locale o municipalìstico, costituisce un ponte ideale tra il presente e il passato ed apre altresì prospettive per il futuro.

Ancora vivi auguri per felici iniziative realizzate e per quelle programmate Cordiali saluti

Nicola di Guglielmo

 

(Nicola di Guglielmo è Generale di Finanza, molto amante della storia, è Direttore del periodico “L'Eco di Andretta'\ sul quale ha pubblicato qualche volta notizie prese dalla Gazzetta, o elogi all'Associazione Morresi Emigrati).

 

Sehr geehrter Herr Di Pietro

Danke für die regelmäßige Zusendung der "Gazzetta dei Morresi Emigrati", die ich immer sehr begrüße. Zu den Grüßen und besten Wünschen an Ihren Verein und an Sie durch "L'Eco di Andretta" Nr. 3-4 von 1991, möchte ich Ihnen nun meine persönlichen Wünsche und Grüße zum zehnjährigen Bestehen der AME und zum Inhalt und Zweck des Magazins übermitteln. Der Verein und die Zeitung sind wirksame Instrumente der Sozialisierung und Aggregation unter den Bürgern des gleichen Landes, die sich näher und geeinter fühlen in einem Band, das jede geographische und politische Barriere überwindet und eine wertvolle Funktion der Vermittlung und des zivilen Wachstums, kulturell und demokratisch erfüllt.

Herzlichen Glückwunsch also für die Lebendigkeit und den Reichtum des Inhalts der Zeitung, der von aktuellen Ereignissen (Gemeindegesetz, Korrespondenz aus Italien, Wiederaufbau, EWG-Gesetzgebung usw.) bis hin zu Poesie, Dialekt und Geschichte reicht. Zu diesem letzten nicht nur für Morra interessanten Thema fand ich in der Novemberausgabe 1991 das Stück von Celestino Grassi auf dem Bahnhof von Morra-Teora (das mich an die nostalgischen Zeiten der Reise Avellino-Andretta direkt auf unserer romantischen Eisenbahn erinnerte).
Die Auseinandersetzung mit historischen Themen, die zum Teil über den engen lokalen oder kommunalen Raum hinausgehen, ist eine ideale Brücke zwischen Gegenwart und Vergangenheit und eröffnet Perspektiven für die Zukunft.

Nochmals herzliche Grüsse für die durchgeführten Initiativen und für die geplanten herzlichen Grüsse.

Nicola Di Guglielmo

 

(Nicola di Guglielmo ist General des Finanzpolizeikorps, er liebt sehr die Geschichte und ist Direktor der Zeitschrift "L'Eco di Andretta'", in der er mehrmals Nachrichten aus der Gazzetta veröffentlichte, oder den Verein Morresi Emigrati lobte).

 

 

01022 Bagnoregio (VI) 10 Nov. 1990

Carissimo Gerardo

Ricevo puntualmente la vostra bella “Gazzetta dei Morresi Emigrati” e la leggo da capo a fondo con un sentimento di commozione e di ammirazione.

Da tempo volevo scriverti per ringraziarti vivamente del costante pensiero, ma attendevo di trovare qualcosa da mandarti, qualche ricordo, qualche riferimento a Morra che potesse essere interessante e gradito.

Ho ritrovato tra le poche carte di famiglia salvate dalle macerie del terremoto una perizia di oltre trecento anni fa dalla quale si può ricostruire come era il nostro caro paesello. A Morra io ho vissuto quasi tutta la mia vita; da ragazzo accompagnavo mio padre sui campi ed egli raccoglieva le zolle di terra e le rompeva nella mano e me le porgeva dicendo ... baciala questa terra, è come fare la Comunione con Dio.

Morra l’abbiamo tutti nel cuore e questo piccolo immenso mondo di ricordi, d’affetti, di speranze ci unisce, ora più che mai, in un forte tenerissimo abbraccio.

Credimi il tuo affezionatissimo

Camillo Biondi Morra

(si tratta del compianto Duca di Beiforte Camillo Biondi Morra, che sta a Viterbo, fratello del principe di Morra, Goffredo, Ambasciatore d'Italia a riposo che abitava a Dublino e che ha donato la parte del palazzo di sua proprietà al Comune di Morra)

 

 

01022 Bagnoregio (VI) 10. November 1990

Lieber Gerardo 

Ich empfange pünktlich Eure schöne "Gazzetta dei Morresi Emigrati" und lese sie von Anfang bis Ende mit einem Gefühl der Rührung und Bewunderung.

Seit einiger Zeit wollte ich mich bei Dir für den ständigen Gedanken bedanken, aber ich wartete darauf, etwas zu finden, das ich Dir schicken konnte, einige Erinnerungen, einige Hinweise auf Morra, die interessant und geschätzt sein könnten.
Ich fand unter den wenigen aus den Trümmern des Erdbebens geretteten Familienpapieren ein mehr als dreihundert Jahre altes Gutachten, aus dem man rekonstruieren kann, wie unser liebes Dorf war. In Morra lebte ich fast mein ganzes Leben lang; als Junge begleitete ich meinen Vater auf die Felder und er sammelte die Erdklumpen und brach sie in seiner Hand und bot sie mir an, indem er sagte:? Diese Erde zu küssen, ist wie die Kommunion mit Gott.

Wir alle haben Morra in unseren Herzen und diese immense kleine Welt der Erinnerungen, der Zuneigung, der Hoffnung vereint uns mehr denn je in einer sehr zärtlichen Umarmung.
Glauben Sie mir, Dein liebevollster

Camillo Biondi Morra

(Der verstorbene Herzog von Belforte, Camillo Biondi Morra, wohnte in Viterbo; Bruder des Prinzen von Morra, Goffredo, pensionierter italienischer Botschafter, der in Dublin lebte und den Teil seines Palastes der Gemeinde Morra schenkte).

 

 

Carissimi,

è per mezzo di questo giornale che ancora una volta mi sento più vicino a voi tutti.

È come se per un attimo fossimo tutti insieme, nella nostra patria dove io ora felicemente posso risiedere e dove invece voi per varie motivazioni non potete.

Sperando che presto tutto questo non sia solo un’illusione ma bensì la realtà che tanto sogniamo inutilmente; faccio ancora i miei complimenti a questa redazione, la quale con impegno enorme va avanti cercando di portarci le notizie e le cose di tutti noi.

Comunque a Morra e tutti noi siamo ben lieti di vedervi tornare, specialmente ora che tutto sta tornando alla normalità dopo queirimmane catastrofe che si è abbattuta su di noi nell’80.

Salutoni a tutti gli emigrati da parte di un ex emigrante che vi sta sempre vicino e sempre disposto a darvi una mano per vedervi tra di noi.

Mario De Rosa

 

Liebe Freunde,

durch diese Zeitung fühle ich mich euch allen wieder näher. Es ist, als wären wir für einen Moment alle zusammen, in unserer Heimat, wo ich jetzt glücklich wohnen kann, und wo Ihr aus verschiedenen Gründen nicht wohnen könnt. In der Hoffnung, dass all dies bald nicht nur eine Illusion ist, sondern Realität, von der wir so unnötig träumen, gratuliere ich dieser Redaktion, die mit grossem Aufwand versucht, uns allen die Neuigkeiten und Dinge zu vermitteln. In Morra sind wir alle sehr froh, Euch zu sehen, und hoffen, dass Ihr zurückkehrt, besonders jetzt, wo sich nach der schrecklichen Katastrophe, die uns im 1980 heimgesucht hat, alles wieder normalisiert hat. Grüsse an alle Emigrati von einem ehemaligen Emigranten, der immer in Eurer Nähe ist, und immer bereit ist, Euch zu helfen, und Euch unter uns zu sehen.

Mario De Rosa

 

 

Torino 21.9.87

Caro Gerardo,

Ringrazio della ospitalità accordata a me e mia moglie, in occasione della splendida festa di Aesch del 19 settembre 1987, allestita con evidenza manageriale in uno scenario di gastronomia e di "sagra morresi".

Vi ho partecipato sull'onda dei ricordi ed ho riassaporato le dolcezze del primo nido d’amore.

Non echeggia più il lamento del sudato pane”; è tangibile un desiderio di vita e di speranza, particolarmente nei giovani partecipanti, acché Morra e il suo retaggio non diventino un residuo del passato, una specie in via di estinzione,

Questa festa è il terminale "pagano" del magistero letterario e civile ( inteso, ovviamente, in tono minore e riferito al nostro microcosmo) svolto con tenacia e generosità dalla Gazzetta AME.

Giunga il mio compiacimento a te, vecchio e caro amico d’infanzia, ed agli altri miei amici, i quali con, impegno, intelligenza ed erudizione, collaborano nel Giornale.

Io credo che per l’opera vostra, elevata e disintossicante, la festa dei MORRESI EMIGRATI, (divenuta, ormai, una istituzione) non ha più il carattere "di richiamo della foresta "; ma è divenuta un’assemblea dagli orizzonti ampi, un raduno di morresi non protestatari, dalla mentalità vincente.

È un patrimonio umano di cotal fatta, se acquista consistenza e serietà di propositi, risulterà prezioso in quel lavoro (immane) di salvezza, anche biologica, della nostra MORRA, la quale, in Irpinia, appare la più esposta al dissolvimento e postula l’adozione di rimedi e cure particolari.

Il tema e la problematica sono, a mio modesto avviso, importanti: essi vanno perciò inquadrati ed approfonditi sulla Gazzetta AME da te e dagli amici che sanno.

La soluzione è affidata a coloro "che possono" e che, in caso positivo legherebbero veramente il loro nome alla storia.

Ti abbraccio

Francesco

 

Questa lettera la scrisse il compianto Avv. Dr. Francesco De Rogatis, figlio dell’ex sindaco di Morra Carmine De Rogatis.

 

Turin 21. 9. 87

Lieber Gerardo,

Ich möchte Dir und Deiner Frau für die Gastfreundschaft anlässlich des großartigen Festes in Aesch am 19. September 1987 danken, das in einem gastronomischen Rahmen und einem "morresischen Fest" mit Management Flair organisiert wurde.

Ich nahm an der Welle der Erinnerungen teil und schmeckte die Süße des ersten Nestes der Liebe.

Die Klage des erschwitzten Brotes erklingt nicht mehr; einWunsch nach Leben und Hoffnung ist vor allem bei den jungenTeilnehmern spürbar, damit Morra und sein Erbe nicht zu einem Überbleibsel der Vergangenheit werden, einer vom Aussterben bedrohten Art.

Dieses Fest ist das "heidnische" Ende des literarischen und zivilen Lehramtes (offensichtlich in einem kleinen Ton und unter Bezugnahme auf unseren Mikrokosmos), das von der Gazzetta AME mit Beharrlichkeit und Großzügigkeit gehalten wird.

Darf ich meine Zufriedenheit Dir, meinem lieben alten Jugendfreund, und meinen anderen Freunde ausdehnen, die mit Engagement, Intelligenz und Gelehrsamkeit in der Zeitung mitarbeiten.

Ich glaube, dass das Fest der MORRESI EMIGRATI (das jetzt zu einer Institution geworden ist) für Ihre Arbeit nicht mehr den Charakter eines "einsamen Rufers im Walde" hat, sondern zu einer Versammlung mit weiten Horizonten, einer Versammlung nicht-protestierender Morresi, mit einer gewinnenden Mentalität.

Es ist ein so grosses menschliches Erbe, wenn es Übereinstimmung und Ernsthaftigkeit der Absichten erwirbt, ist es in dieser (unermesslichen) Arbeit der Rettung, auch biologisch, von unserem Morra kostbar, das, in Irpinia, der Auflösung am meisten ausgesetzt scheint und die Annahme der bestimmten Hilfsmittel und der Sorgfalt postuliert.

Meiner bescheidenen Meinung nach ist das Thema und das Problem wichtig: Sie müssen daher von Ihnen und Ihren Freunden, die es kennen, in der Gazzetta AME eingegrenzt und eingehend untersucht werden.

Die Lösung ist jenen anvertraut, die "wer kann" und die, wenn sie können, ihren Namen wirklich mit der Geschichte verbinden würden.

Ich umarme dich

Francesco

 

Dieser Brief wurde vom verstorbenen Avv. Dr. Francesco De Rogatis, Sohn des ehemaligen Bürgermeisters von Morra Carmine De Rogatis, verfasst.

 

 

 

lì, 6 settembre 1989

Gentile Presidente,

ho particolarmente gradito l'invio del l'interessantissima pubblicazione della "Gazzetta dei Morresi Emigrati" e dell'opuscolo "Momenti di Storia d'Italia attraverso l'Ottocento Ticinese" del Prof. Luigi Del Priore. Nell'esprimerLe il mio più vivo compiacimento per la meritevole iniziativa, colgo l'occasione per inviarLe i più cordiali saluti, che La prego di voler estendere anche al Prof. Del Priore.

 

Raffaele Sbrescia

Prefetto della Provincia di Avellino

 

Sig. Gerardo DI PIETRO Presidente Associazione Morresi Emigrati Bott-

mingerstrasse 40/A

4102= BINNINGEN = (Svizzera)

 

 

6. September 1989

Lieber Präsident,

Besonders geschätzt habe ich die Zusendung der sehr interessanten Publikation "Gazzetta dei Morresi Emigrati" und der Broschüre " Momenti di Storia d'Italia attraverso l'Ottocento Ticinese von Prof. Luigi Del Priore. Ich freue mich sehr über diese verdienstvolle Initiative und sende Ihnen einen herzlichen Gruss, den ich auch an Prof. Del Priore richten möchte.

Raffaele Sbrescia

Prefäkt der Provinz Avellino

 

Sig. Gerardo DI PIETRO Presidente Associazione Morresi Emigrati Bott-

mingerstrasse 40/A

4102= BINNINGEN = (Svizzera)

 

 

ARCIDIOCESI S. ANGELO DEI LOMBARDI - CONZA - NUSCO - BISACCIA CURIA ARCIVESCOVILE DI S. ANGELO DEI LOMBARDI Via Bartolomei, (0827) 23039 83054 S. ANGELO DEI LOMBARDI (Av)

21/9/1989

Carissimo Gerardo,

ho ricevuto la Gazzetta dei Morresi Emigrati - Aprile 1983-Giugno 1989- e, con la presente, vengo a ringraziarvi sentitamente del graditissimo dono.

Prima di scrivervi, ho voluto dare uno sguardo al magnifico volume,, che fa onore a chi ne ha curato e ne cura le sorti. La Gazzetta s’impone in tutto il suo insieme, a partire dalle intenzioni di mantenere spiritualmente uniti i morresi rimasti nel paese e quelli che, non senza morale sofferenza, se ne sono allontanati. Ritengo la rivista quanto mai utile, ben fatta, e degna di lode.

Intanto, perché presenta problemi essenziali alla vita di un paese, come la ricostruzione, le possibili zone industriali, dati relativi alle famiglie, eco...., Gazzetta riveste una importanza che tutti possono rilevare; ma essa si fa leggere volentieri per tutto quel resto di articoli, che, attingendo alla storia civica, alla religiosità del popolo, alla cronaca paesana, alla presenza di personalità a cominciare dal grande De Sanctis, qualificano un paese molto positivamente.

Ho apprezzato i vari richiami storici deN’Ing. Grassi ( Castiglione di Morra -L’Amministrazione della giustizia in Morra- Il Casale di S.Bartolomeo- Altirpinia-Colera del 1854 - Morrese vescovo- Lapidi -I Morra-Profilo storico di Morra ), le belle poesie del "medico sonettista” qual’è il Dott. Giovanni De Paula, l’articolo del Senatore Indelli sul mio indimenticabile compaesano On. Gabriele Criscuoli, il ricordo della Serva di Dio Suor Maria Gargani, le tante fotografie che fanno ricordare luoghi persone ed aventi, le spigolature, il brigantaggio, le feste dell’AME, i vari discorsi (Aw. De Luca), le varie Chiese (Montecastello, Santa Lucia, Purgatorio, San Rocco), le famiglie illustri (Molinari), iniziative cittadine (celebrazioni desanctisiane; agosto morrese), significativi disegni, documentazione fotografata, l’angolo dei poeti, Morra nei primi anni della Unità d’Italia.

Ho ammirati i vostri impeccabili articoli, che sono tanti e che costituiscono l’ossatura della rivista, insieme a quelli dell’Arciprete Masi, che vi è stato vicino anche in questa attività culturale-affettiva; e ho letto volentieri gli scritti anche epistolari, di amici e conoscenze, quali Criscuoli, Del Priore, Giugliano, Lombardi, Marra, Ricciardi, Indelli, Gallo, Grippo, Covino, Di Stefano,, Finelli, Rainone, Montemarano, Cicchetti, Chirico, ecc...

Nel congratularmi con voi e con tutti i collaboratori dell’AME, auguro alla "Gazzetta dei Morresi Emigrati" una proficua continuità, con articoli, iniziative e notizie che la fanno desiderare ed amare da tutti i buoni cittadini di Morra. Grazie. Auguri e saluti cordialissimi

Monsignor Chiusano mi inviò tutti i suoi scritti che pubblicai sulle Gazzette

 

Don Giuseppe Chiusano, Vicario del Vescovo di Sant’Angelo dei Lombardi, ci inviò, una per volta, tutte le sue pubblicazioni, che io pubblicai sulla Gazzetta. Una volta, che l'andai a trovare, si complimentò con me per la Gazzetta e disse che è un opera meritoria, perché unisce, e tutte le cose che uniscono sono gradite a Dio).

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S. ANGELO DEI LOMBARDI- CONZA - NUSCO - BISACCIA HERBISCHÖFLICHE KURIE  S. ANGELO DEI LOMBARDI Via Bartolomei, (0827) 23039 83054  S. ANGELO LOMBARDI (Av)

 

21/9/1989
Lieber Gerardo

Ich habe die Gazzetta dei Morresi Emigrati - April 1983-Juni 1989 - erhalten und danke Ihnen mit diesem Brief herzlich für das Willkommensgeschenk. Bevor ich Ihnen schreibe, wollte ich einen Blick auf den grossartigen Band werfen, der die jenigen ehrt, die ihn redigiert und betreut haben. Die Gazzetta wird in ihrer Gesamtheit auferlegt, beginnend mit der Absicht, die Morresi, die im Dorf geblieben sind, und diejenigen, die nicht ohne moralisches Leid gegangen sind, geistig zu vereinen. Ich finde das Magazin sehr nützlich, gut gemacht und lobenswert. Indem es wesentliche Probleme für das Leben des Dorfes, wie den Wiederaufbau, die möglichen Industriegebiete, Daten über Familien, etc. aufzeigt, hat das Journal eine Bedeutung, die jeder erkennen kann. Aber es liest sich sehr positiv für den Rest der Artikel, die auf der Grundlage der bürgerlichen Geschichte, die Religiosität der Menschen, die Chronik des Dorfes, die Anwesenheit von Persönlichkeiten wie dem grossen De Sanctis Ich schätzte die verschiedenen historischen Referenzen von Ing.. Grassi (Castiglione di Morra -L'Amministrazione della giustizia in Morra- Il Casale di S. Bartolomeo- Altirpinia-Colera von 1854 -Morrese Bischof- Lapidi -I Morra-Profile storico di Morra), die schönen Gedichte des "Sonnettist doctor" wie Dr. Giovanni De Paula, den Artikel von Senatore Indelli über meinen unvergesslichen italienischen Abgeordneten Doktor Gabriele Criscuoli, die Erinnerung an die Dienerin Gottes, Schwester Maria Gargani, die vielen Fotografien, die an Orte und Menschen erinnern und die Briganten Geschichten, die Feste der AME, die verschiedenen Reden (Adv. De Luca), die verschiedenen Kirchen (Montecastello, Santa Lucia, Purgatorio, San Rocco), die vornehmen Familien (Molinari), Stadtinitiativen (Desanctianische Feste; Morresische August), bedeutende Zeichnungen, fotografierte Dokumentationen, die Dichterecke, Morra in den ersten Jahren der Vereinigung Italiens. Ich habe Ihre tadellosen Artikel bewundert, die so viele sind und die den Rahmen der Zeitschrift bilden, zusammen mit denen von Erzpriester Masi, der Ihnen auch in dieser kulturellen und affektiven Tätigkeit nahe stand; und ich habe gerne die Schriften von Freunden und Bekannten wie Criscuoli, Del Priore, Giugliano, Lombardi, Marra, Ricciardi, Indelli, Gallo, Grippo, Covino, Di Stefano, Finelli, Rainone, Montemarano, Cicchetti gelesen. Während ich Ihnen und allen Mitarbeitern der AME gratuliere, wünsche ich der "Gazzetta dei Morresi Emigrati" eine fruchtbare Kontinuität mit Artikeln, Initiativen und Neuigkeiten, die sie bei allen guten Bürgern von Morra begehrenswert und beliebt machen. Ich danke Ihnen. Beste Wünsche und herzliche Grüsse

 

Monsignore Chiusano schickte mir alle seine Schriften, die ich in den Journalen veröffentlichte.  Don Giuseppe Chiusano, Vikar des Bischofs von Sant'Angelo dei Lombardi, schickte uns nach und nach alle seine Veröffentlichungen, die ich in der Gazzetta veröffentlicht habe. Einmal, als ich zu Besuch war, beglückwünschte er mich zur Gazzetta und sagte, dass es „ein lobenswertes Werk sei, weil es vereint und alle Dinge, die vereinen, Gott gefallen“).

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